13/02/2012
Il Carnevale nel Palermitano
Anticamente i festeggiamenti per il carnevale avevano inizio dopo l'Epifania secondo un vecchio detto che recita: "Doppu lì tri Rè, tutti olè" [dopo l'epifania (i tre Re Magi) era già carnevale.]!
Gli studiosi fanno risalire questa festa ai Saturnali latini, celebrazioni dedicate al dio Saturno nella Roma imperiale, proibita in altri momenti dell'anno. Per una settimana tutti, compresi gli schiavi, si sfrenavano in danze, banchetti e giochi d'azzardo.
Per l'occasione il volto veniva ricoperto da una maschera di creta e veniva indossata una veste che impediva di riconoscere il nobile dal plebeo; perfino l'imperatore poteva, così camuffato, partecipare alla festa.
La maschera come simbolo di libertà dalle convenzioni: uomini che si travestono da donna e viceversa, bambini camuffati da adulti. L'importante è ingannare chi guarda.
L'odierno mascherarsi ci riporta alle feste pagane che il Cristianesimo, mettendo ordine, cercò di moderare, rendendole meno trasgressive, e per questo ai Saturnali subentrò il più blando Carnevale.
Quest'ultimo si combina con l'approssimarsi della primavera; i greci solennizzavano il dio Dionisio con le "Antesterie" [nell'antica Grecia, le feste della primavera, dei fiori e del vino. Diffusi i banchetti e le adunanze con gli amici per vedere sfilare il corteo dedicato al dio Dionisio (Bacco)], portando in giro il carro dionisiaco che aveva la forma di nave [da cui: carro-navale, carnavale?]. La cerimonia mirava alla purificazione e alla fecondità della terra. Con finalità diverse si arriva ai carri allegorici dei nostri periodi carnevaleschi, fabbricati in cartapesta, che rappresentano creature di fantasia o, spesso, personaggi famosi messi coralmente alla berlina, criticati aspramente e pubblicamente derisi.
Preceduto da una fase religiosa penitenziale e purificatoria, il carnevale si ricollega al latino "carnem levare", divieto di mangiare carne ad iniziare dal primo giorno di quaresima. Tale proibizione veniva però ampiamente "superata" nei cosiddetti giorni grassi, dal giovedì al martedì che precede il mercoledì delle "Ceneri".
Per cacciare i mali dell'anno trascorso, i latini inventarono "Mamurio" [già dal IV° secolo a.C. un uomo vestito con pelle di capra e denominato Mamurio veniva spinto a camminare e battuto con dei bastoni], un capro espiatorio da bruciare, una fantomatica figura, vestita da pelli di capra, condotta in sfilata e sbeffeggiato e bastonato tra il divertimento degli astanti.
Dal Mamurio si arriva alla più recente figura carnevalesca del "Nannu" [letterale: nonno; in questo caso inteso come figura di vecchio, saggio quanto basta, giunto al termine della propria esistenza. In alcuni casi va a rappresentare il vecchio anno appena trascorso] che, a differenza del suo antenato, veniva sì sbeffeggiato, ma alla fine subiva un "regolare" processo, con gli obbligatori passaggi: condanna, testamento, morte e funerale di questo fantoccio antropomorfo identificato con il carnevale stesso.
Ordinariamente lo si rappresenta come un vecchio bamboccio di cenci, goffo ed allegro, vestito da capo a piedi con berretto, colletto e cravatta, soprabito, panciotto, brache, scarpe, riempito di paglia. Imbottitura adeguata per il falò finale.
La maschera, nel suo momento vivente, vestito di tutto punto e spesso accompagnato dal personaggio femminile della "nanna", presentata come moglie, dispensava a tutti saluti e baci, attardandosi a fare testamento e, nel dettare le sue ultime volontà, con battute pungenti, rime salate, frasi dette e non dette, non risparmiava nessuno; lasciava qualcosa a tutti "a sicunnu lu gradu e li persuni" [a seconda del grado (ceto sociale) e delle persone (uomo, donna, persona nota, ecc.)] ed infine, dopo una lunga tiritera, decideva di cessare di vivere.
Del carnevale a Palermo si hanno notizie a partire dal seicento. Consisteva in recite di piazza con maschere locali, che narravano di fatti realmente accaduti e iniziava ufficialmente con la "trasuta d'u' nannu e d'a anna" [l'uscita ufficiale dei fantocci raffiguranti il nonno e la nonna]. Le due maschere sfilavano su di un cocchio per le vie cittadine facendo inchini a destra e a manca, lanciando confetti, mentre dai balconi gremiti di persone piovevano "pittiddi" e stelle filanti.
Le celebrazioni settecentesche assunsero fasti inusitati. Vi partecipava sia la classe nobile sia la corte pretoriana, sia il popolo. Oltre che nelle strade esse si svolgevano all'interno di palazzi nobiliari e nei circoli.
Particolare animazione contrassegnava il Cassero e la strada Nuova (odierni Corso V.Emanuele e Via Maqueda). Per le vie più importanti della città si svolgevano le cosiddette "carrozzate", sfilate di carrozze padronali su cui i nobili si mettevano in mostra.
D'anno in anno i festeggiamenti, ai quali si intensificò la partecipazione del ceto nobiliare , divennero sempre più fastosi, per culminare nel celebre carnevale del 1802, a cui partecipò lo stesso Ferdinando di Borbone.
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Il Carnevale Termitano 2012
CARNEVALE EDIZIONE 2012

Oltre alle sfilate c’è di più
I tradizionali carri allegorici in cartapesta sabato 18 e domenica 19 febbraio si muoveranno per le vie di Termini bassa, mentre il martedì grasso, 21 febbraio, invaderanno le strade della città alta. Ad occuparsi dell’organizzazione delle sfilate è la “rinata” Società del Carnovale. Accanto ai carri, però, ci saranno i gruppi mascherati, quest’anno scelti dalla Pro Loco di Termini Imerese.
I carri
Si intitola “Vivemuci ri supra” e vuole sdrammatizzare sull’attuale crisi economica il carro realizzato dal gruppo di Marco Lo Presti: ha come protagonista il presidente del Consiglio, Mario Monti, a cavallo di una botte di vino.
Dalle questioni nazionali ci si sposta a quelle locali con il carro di Giuseppe Abbruscato, intitolato “Sicilia bedda”. L’Isola viene paragonata ad un carretto siciliano sovrastato da un polpo che simboleggia la mafia. Sul carro trovano posto anche due paladini che soltanto apparentemente combattono i lunghi tentacoli dell’animale: le divise nascondono, infatti, dei pagliacci dall’espressione diabolica.
E’ ad opera del gruppo di Giuseppe Piscitello il carro “Legati per amore”, il cui scopo è di porre l’attenzione sull’operato svolto dalla Lega del Filo d’Oro nel territorio di Termini Imerese.
Nell’edizione 2012 del Carnevale trovano spazio, però, pure i carri allegorici dedicati ai più piccoli: Mario Giuca firma quello dal titolo “Pazzi per il videogame”, mentre si chiama “La magia delle Winx” quello di Massimo Vizzini.
Infine, sfilerà anche il carro di Antonino Sansone, “La magia del Re del carnevale”: qui, il protagonista è il mago, i cui lineamenti ricordano quelli del Nanno, che con la sua bacchetta magica porta, come d’incanto, il Carnevale a Termini Imerese.
Accanto ai carri in gara ci sarà quello fuori concorso dedicato ai Nanni e intitolato “U nannu ca’ nanna in capu a carrozza imperiali”, ad opera di Michele Scalisi.
L’expo village
Un itinerario espositivo dedicato al mondo dell'agroalimentare, dell'artigianato e delle aziende del territorio. E per i più golosi, anche uno spazio in cui assaggiare e gustare i prodotti più buoni della tradizione locale. È l’Expo and Food Village del Carnevale Termitano che, quest’anno, riserverà ai suoi visitatori due novità: ospiterà la seconda edizione della sagra Maccarruna ‘ntà Maidda, organizzata dell’associazione Termini d’Amuri; e uno stand dedicato ai celiacie coordinato dai volontari della sezione di Campofelice di Roccella della onlus Aic Sicilia.
Coriandoli e musica
Tra una sfilata dei tradizionali carri in cartapesta e l’altra, saranno parecchi gli artisti di richiamo nazionale e locale che saliranno sul palco en plein air di Termini Imerese, per intrattenere il pubblico con sketch e concerti assolutamente gratuiti.
Si comincia sabato 18 febbraio con la comicità di Martufello, conosciuto soprattutto per la sua militanza tra le fila del Bagaglino, mentre a dettare i tempi di scena sarà il presentatore di Antenna Sicilia, Salvo La Rosa. Penseranno alla musica, invece, Paolo Meneguzzi e l’ex allieva di “Amici”, Loredana Errore.
Domenica 19 l’appuntamento è con DJ Angelo, Mauro Miclini e Roberto Ferrari speaker di Radio Deejay, la showgirl Melita Toniolo che sarà madrina della serata, il comico di Zelig, Rocco Gigolò, e le note dei Los Locos.
Ancora musica lunedì 20, quando a salire sul palco sarà Cecilia Gayle. La penultima giornata del Carnevale Termitano, però, avrà tra i suoi protagonisti anche il comico Enrico “Litterio” Guarneri e Salvo La Rosa.
Si chiude in bellezza martedì 21 con gli attesissimi protagonisti de Lo Zoo di 105 (Marco Mazzoli, Gibba, Alan, Pippo ed Herbert Ballerina), il vincitore dell’ultima edizione di Italia’s got talent, Fabrizio Vendramin, e i celebri tormentoni musicali de I Righeira.
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Carnevale di Cinisi 2012
Comune di Cinisi: www.comune.cinisi.pa.it
Sabato 18
Ore 15.30: La Strummula presso ex casa Badalamenti corso n.183
Domenica 19
Ore 16.30: Arrivo del “Nannu” a cura della Consulta Giovanile e dell’Associazione Banda Musicale di Cinisi
Sfilata delle scolaresche “i fumetti” a cura dell’Istituto Comprensivo di Cinisi
Sfilata delle “Macchiette e Gruppi Mascherati” a cura della Pro Loco di Cinisi
Ore 17.00: Sfilata carro “Salsiccia e Vino” e Fanta Trenone a cura dell’Associazione “La Maschera”
Lunedì 20
Ore 16.30: Saggio di “danza Sportiva” a cura dell’Universal Dance a seguire l’esibizione di Emozione Danza Piazza V.E.Orlando
Martedì 21
Ore 16.30: Sfilata delle scolaresche “i fumetti” a cura dell’Istituto Comprensivo di Cinisi
Sfilata delle “Macchiette e Gruppi Mascherati” a cura della Pro Loco di Cinisi
Ore 17.00: Sfilata carro “Salsiccia e Vino” e Fanta Trenone a cura dell’Associazione “La Maschera”
Premiazione Finale
Giovedì 23
Ore 15.00: Torneo sportivo di Carnevale a cura dell’Associazione Sportiva Kunos e dell’Associazione Polisportiva Polis presso la Palestra Comunale di Cinisi
Domenica 26
Ore 9.00: Thinking Day 2012 L’evento è organizzato in occasione della giornata internazionale dello scautismo nel mondo a cura degli “Scout di Cinisi” Piazza V.E.Orlando
Ore 10.00: Presentazione ed inizio manifestazione a cavallo a cura dell’Associazione Cavalieri storici di Cinisi V.E.Orlando
Ore 16.00: Inizio sfilata dei Cavalieri in maschera a cavallo lungo il Corso Umberto I Cinisi
A seguire lettura del “Testamento e rogo del Nannu” a cura della Consulta Giovanile e dell’Associazione Banda Musicale di Cinisi
Presenta: Luigi Chirco
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Carnevale a Collesano 2012
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Carnevale a Roccapalumba 2012
EDIZIONE 2012: PROGRAMMA non pervenuto
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Carnevale Delle Madonie 2012
EDIZIONE 2012:
XXXIX Carnevale delle Madonie.
Domenica 19 Febbraio a partire dalle ore 14,30 avrà inizio la tradizionale sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati a Castellana Sicula.
CARNEVALE SULLE MADONIE
Geraci Siculo: programma
Gangi
A Gangi - "A Cravaccata"
L'origine della manifestazione coincide con quelle che si svilupparono in Europa nel XVIII sec., e l'originalità di quella gangitana ha fatto si che venisse inserita nel calendario delle manifestazioni nazionali.
Consiste in una sfilata di cavalieri mascherati e carri allegorici che percorrono le vie del centro storico fino ad arrivare in Piazza del Popolo, dove ha luogo la premiazione dei vincitori. La giuria è costituita da rappresentanti dell'amministrazione comunale, della Pro-Loco e delle Associazioni operanti nel paese.
La stessa si svolge il Martedì di Carnevale a conclusione di un'attività di carattere ricreativo che prevede in particolare il "Carnevale dei Bambini" serate danzanti che si svolgono a partire da Dicembre fino appunto a questa data.
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Carnevale Bolognettese 2012
EDIZIONE 2012: PROGRAMMA NON ANCORA PERVENUTO
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Carnevale di Ventimiglia di Sicilia & Baucina
EDIZIONE 2012:

Programma Carnevale Ventimigliese
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Carnevale: la gastronomia tipica palermitana
Per ogni grande festa è d'uso, oltre a parteciparvi, di rispettarne le tradizioni.
E della tradizione fanno parte alcuni piatti, tra i quali la salsiccia, arrostita alla brace, imbandita in mille modi e consumata con litri di vino, servito a "cannate" [in questo caso si riferisce ad un boccale in terracotta smaltato, della capacità di circa 1 litro, usato per portare a tavola il vino].
Furono i romani a preparare la prima "salsus" (salato) e "insicia" (tagliuzzata), poi divenuta "sasizza".
Non può mancare la pasta: lasagne servite con il "capuliato" (tritato di maiale), pomodoro, e ricotta fresca. Le classiche lasagne cacate [lasagne molto larghe, dal bordo ondulato, condite con sughi di arrosto, formaggi e ricotta. Inventate a Palermo durante il dominio aragonese e tramandate con un originale e satirico nome per prendere in giro le più elaborate pietanze dei nobili], per onorare i giorni di magra.
Il dolce per eminenza è il cannolo, al plurale "cannola". Il suo nome viene da canna, (rubinetto). Uno scherzo carnevalesco del tempo faceva uscire da un rubinetto, invece dell'acqua, crema di ricotta.
VEDI ARTICOLO DEDICATO AL CANNOLO QUI>

A questo prelibato dolce ogni anno, a Piana degli Albanesi, è dedicata una sagra che si svolge nel periodo di carnevale, durante la quale vengono offerti dei cannola caratteristici per le loro generose dimensioni (nella foto in alto il pasticcere detentore del primato "il cannolo più grande" entrato nel libro "Guinness dei primati").
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Carnevale a Corleone 2012
EDIZIONE 2012: I RIVULICCHI
"Riavulicchiu", maschera che balla, saltella, tintinna, fugge e ritorna, solo o a branchi, è il padrone del carnevale corleonese.
Carnevale sospeso per ragioni di ordine pubblico per una trentina d'anni, inaspettatamente risorto, e con grande clamore, negli anni '90.
Il diavolo è rosso, proprio come nelle favole, vestito di rosso e nero, con le corna, la coda, la frusta e centinaia di sonagli ("ciancianeddi").
La sua figura è collegata agli ancestrali timori da sempre nutriti dai contadini per le "cattive annate" (in cui il "diavolo" mette la coda!). La cerimonia carnevalesca utilizza il sorriso come fonte di esorcismo, nell'attesa di consegnare incubi e diavoli al fuoco purificatore.
Scanzonando sui propri guai, i diavoli tornano a scorazzare per le vie del paese, con il solo scopo di mettere allegria. Un tempo,volendo soltanto essere segno di divertimento e sregolatezza, andavano a branchi per le strade buie, annunciandosi col suono cupo dei corni, soffermandosi in quelle case disponibili ad offrir loro qualcosa (qualche "cannata" di vino, con buona probabilità!).
Nessuno sa da dove provenga questa maschera corleonese. Ormai tramandata per secoli, si pensa possa risalire alle radici lombarde del paese.
Con il carnevale è nato il trofeo dei quartieri, che prevede la consegna di un premio al carro o al gruppo mascherato più bello e pieno di fantasia.
Tre le sfilate che si svolgono tra le vie del paese: il sabato, la domenica e il martedì, giorno in cui si conclude, quando il rigore invernale lo consente, con un ballo in piazza davanti al palazzo comunale.
Portato a spalla dai diavoli tintinnanti, il nannu raggiunge il luogo dell'addio, dove riceverà l'ultimo omaggio, una collana di salsiccia che l'accompagnerà sul rogo; così si conclude il carnevale corleonese.
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